Carnevale: come travestirsi?

Linee guida per un travestimento di Carnevale di classe

Come travestirsi a Carnevale: il dilemma

Carnevale. Ovvero feste in maschera.

Perché sia come sia, qualche malsana fantasia relativa al travestimento deve essere presente nella psicologia universale se, alla prima occasione, è tutto un’esaltazione e un gridolino alla “e quest’anno da cosa mi maschero?”

Quando il festeggiamento a tema chiama, l’invitato, nolente o volente, c’ha da rispondere.
Così che ogni anno, a febbraio, eccola lì, la spada di Damocle, pronta a incombere sulle teste di tutti coloro che, amanti del travestimento come un palloncino di un cactus, non sono comuqnue pronti all’autolesionismo volontario della brillantezza-a-tutti-i-costi (“da cosa sono travestito? Da me stesso, bhuahuahauaha”), all’emarginazione autoimposta degli “io non partecipo”, all’autogol pseudo-intellettuale del purista del carnevale (“in realtà in origine il carnevale era più un costume sociale che non un travestimento fisico”) o alla emarginazione sociale dei “a me non piace travestirmi”.

Pacchia assoluta per narcisisti, ai cessi e alle egocentriche, carnevale rappresenta, per tutte noi piantine grasse metropolitane, una stagione delle piogge dalla quale cercare di uscire in modo brillante, splendido splendente e, possibilmente, unico.

‘Na passeggiata di salute insomma.

come vestirsi a carnevale?

Come travestirsi a Carnevale: condizio sine qua non

Travestirsi, ovviamente, non basta.
Travestirsi, se sei una donna, è proprio solo l’inizio.

Perché la donna, si sa, interiorizza, fa proprio e interpreta. Così che il costume di carnevale non è più semplicemente una maschera da indossare per camuffarsi, ma un’occasione d’oro per dimostrarsi diversamente uguale alla realtà: una propria versione 2.0, migliorata, dimagrita, rassodata, ringiovanita e perché no, super poteri dotata.

Così che il dress code carnevalesco si trasforma in un camerino di make over, dal quale uscire “carnevalmente” belle, bellissime in un modo assurdo, originali, originalissime, praticamente indimenticabili e con almeno una ventina di cm di coscia d’avanzo.

Per avere successo basta dunque trasformarsi? Eh, no bellezza. Perché da la metamorfosi da baco a crisalide va sì operata, ma deve essere carica di una riconoscibilità tale da far immediatamente comprendere se l’etereo insetto alato pronto a stagliarsi di fronte ai nostri occhi sia una farfalla o una falena.

Comprensione che, a seconda di target e numero invitati del party, rischia di ridurre il campo d’azione su cui lavorare a calcio, veline e Pellegrini.

Come travestirsi a Carnevale: Bon ton

Dire no alla tentazione del calzettone al ginocchio e dello scaracchio a metà campo può essere semplice.

Più difficile resistere all’impulso di incappare in piccoli errori linguistici e, tra una vocale qua e una consonante là, trasformare in un attimo travestimento in svestimento.
Sì, perché se ad Halloween ogni l’emo-meretrice che c’è in ciascuna di noi tende a prendere il sopravvento in un tripudio di calze a rete strappate, trucco sbavato e plateau mozzafiato, a Carnevale è un attimo che, tra tette e sedere che si fanno ben vedere, anziché ad un raduno di Wonder Woman ci si ritrovi a finire ad un provino per un filmino hard.

Da crisalide in farfalla sì, ma farfallina a vista no.
Essere indimenticabili per il proprio allure è un conto, esserlo per la diffusione in rete un altro.

bon ton carnevale

Come travestirsi a Carnevale: la verità vi prego sulla festa in maschera

Ognuna di noi vuole essere ricordata dunque.

Ma, guarda a caso, nessuna di noi vuole farlo avvalendosi di un costume di carnevale terrificante. Orripilante. O ancora peggio “spiritoso”.
Ogni fanciulla, dai 2 anni in su, sogna di vestirsi da principessa, attirare la piena attenzione di Azzurro su di sé, e scappare a bordo di una Limo bianca.

Cenerentole, Belle Addormentate, Fatine, Dee, Super-eroine, Dive, protagoniste di drammoni epici alla Via col Vento… Ogni carnevale, nel cuore di ogni donna, ha quel pizzico di romanticismo-maschilista intrinseco che porta a volersi, almeno per una sera, atteggiare a damina indifesa alla disperata ricerca del Cavalier Servente di turno.

travestimento bella addormentata

Nessun accenno di rivendicazione femminista manco per le Bad Girls, che, pur andando a pescare nell’ombroso sottobosco di Regine Cattive, Streghe vendicative e pellicciaie nate, non rinunciano ad una reinterpretazione cool del personaggio dark. Perché Crudelia De Mon sarà pure avvolta in piccoli cuccioli di Pongo, ma guarda a caso sullo schermo è una Glenn Sprigiona-fascino-da-tutti-i- Close. E la Malefica di Disneyana memoria, sfiora il limite del ridicolo, spingendo ogni bambina con un minimo di sale in zucca a pianificare un futuro da Cattivissima-Sè, visto che corna ricurve e volto scavato hanno come controindicazione solo quella di rendere Lara Croft una versione sbiadita e sciapa dell’Angelina sullo schermo.

bad girl carnival mask

Del resto, si sa: se Superman è riuscito a passare come macho alla storia nonostante ricciolino ingellato e foularino rosso, perfino a Scarlet Johanson entrare nella tutina in lattex della Vedova Nera a richiesto ore e ore di allenamento… e la rinuncia alla biancheria intima sul set.

Per belle apparire bisogna pur soffrire….

costume carnevale regina cattiva

 

Come travestirsi a Carnevale: livelli di difficoltà.

Difficolta ALTA – travestimento di Carnevale d’autore: TRUCCO E PARRUCCO

Per tutte le seguaci di Clio Make-up, le aspiranti beauty blogger e le mitiche shampiste, Carnevale è un momento di gloria. Una cofana di capelli a cono ed ecco pronta una Maggie Simpson, una cinquantina di extension, 5/6 trecce e un centinaio di forcine ed eccola lì una Rapunzel coi fiocchi.


Un tratto di matita qua, uno spruzzo di colore là e una spruzzata di brillantini qua e là e, voilà, è un attimo trasformarsi in una maschera vivente.
Parola chiave, appunto: in caso di maestria limitata, prima di essere scambiate per un mascherone funebre, meglio rivolgersi a un professionista. Inutile sperare nel trucco di sgamo in profumeria o al centro commerciale. A meno di adottare il metodo Apple e organizzare un sit-in notturno davanti alle vetrine, con tanto di effetto Zoombie assicurato.   

carnival hairstyle

Difficoltà MEDIA - travestimento di Carnevale tradizionale: LA MASCHERA

Pigrizia, ritardo cronico e mancanza di fotogenia sono le tue cifre stilistiche? Limitati ad indossare una maschera particolare, indossata a contrasto su un total look nero, elegante ma non troppo impegnativo.
Effetto scenico assicurato, foto ricordo salvabili e sbattimento pari allo zero.

Per non rinunciare alla vocazione provino di cui prima, il top del top per essere sexy sono, ovviamente, le maschere in pizzo. Delle tipologie più svariate: dalle più discrete, che coprono soltanto la fascia dello sguardo, ai catafalchi che coprono mezzo volto in vedo-non-vedo-vedo dal retrogusto bondage.

Meravigliose anche le maschere di ispirazione Venezia, tipiche dei balli Settecenteschi, che, oltra a donare quel je ne se qua di romantico e misterioso, grazie alla loro struttura scultorea, potrebbero celare tanto Cenerentola quanto una delle sorellastre. Tutto permesso dunque, fino almeno al mattino seguente.

Ritenute inspiegabilmente divertenti, infine, le maschere di ispirazione animale: in gran voga negli USA, non richiedono nemmeno molto impegno nella scelta dell’abbigliamento. Panico e paura su Bella Hadid. E probabilmente sul resto del mondo.

L’unica accortezza? Non accontentarsi di una maschera di scarsa qualità che potrebbe confondere le idee tra party di Carnevale e party di scambisti.

travestimento carnevale maschera

Difficoltà BASSA – travestimento di Carnevale, Punto: L’ABITO A TEMA

Se la scelta del grande classico rischia subito, di trasformare una festa in maschera in una mascherata vera e propria, è miracolosamente la moda ad offrire spesso la soluzione più semplice alle semplici mortali. Perché, se il resto dell’anno molte delle trovate da passerella possono sembrare una follia esagerata, è proprio quando l’esagerazione la fa da padrona che le sfilate Haute Couture si trasformano in uno spunto pratico e interessante.

Il fashion, ringraziando gli stilisti, ci viene dunque per una volta in soccorso con spunti e idee sul come vestirsi a Carnevale. Ma tra l’ispirare e l’indossare c’è di mezzo il mare, specie se, come spesso succede, ad aver conquistato i nostri cuori è proprio quel delizioso modello di Chanel, che guarda, du’ fili di perle, ‘na crocchia alla Cocò ed è la morte sua.

Certo, ad avere passione, budget e armadi finanziati da Mr. Big, acquistare un abito ogni anno è la scelta migliore, in particolare per chi ama indossare un travestimento classico. O è un collezionista di costumi e travestimenti. O è prossimo a fondare un teatro di scena. O ha in programma di avere molte, molte, molte figlie. Mono-taglia.

Ad avere talento c’è poi l’opzione del fai da te. Che il più delle volte si commenta da sola, ma che non per questo deve scoraggiare i futuri talenti dell’industria tessile, pronti a sfornare capolavori futuristici o opere d’arte impressionistiche. Tutto bene fino alle performance contemporanee, con soggetto in grave difficoltà motoria colato in bozzolo di stoffa psichedelica informe.

Per non saper né leggere né scrivere, però, la scelta lampante per la selezione di un abito che sia indimenticabile, che sia dotato di qualità eccelsa, che si ha intenzione di indossare una e una sola volta nella vita e che richiederebbe, di solo manutenzione e storage, una cinquantina di passaggi in tintoria e una mezza anta dell’armadio, è, vai ad immaginartelo, il noleggio.

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Più che travestita sarai vestita a tema... Miss Italia.